Skyrunning (FISky) - Report di Roberto Alessandrini

La ‘maratona del cielo’ gara di Skyrunning (FISky) è, da come risaputo nell’ambiente, la  corsa in montagna tra le più tecniche che vi siano. Partenza Córteno Golgi, val Camonica, alle 7 di ieri.
Il primo e unico cancelleto orario in cima al monte Séllero. Molto stretto il tempo per arrivarci (quasi 2000 m di salita su 19k e l’ultima parte quasi un muro passando anche su gradoni di neve) però passato agevolmente in circa 3h30. Purtroppo una pietra di ritorno a pochi metri dal primo traguardo mi mette ko una caviglia niente di rotto ma le stelle le ho viste tutte. Pensavo a ritirarmi ma dopo una bella fasciata stretta del personale di soccorso ho continuato pur in disaccordo con direttori di gara che facevano gli uccellacci del malaugurio. Qualcuno nel mio intimo mi stava chiamando. Se fino al ristoro-cancelletto -vetta del monte Séllero 2740m s.l.m era un trail normale, da qui in poi iniziava lo Skyrunning, la corsa e arrampicata/discesa sulle creste delle montagne.
Il cielo di profondo azzurro reso ancora più scintillante quando a sprazzi le nuvole ti avvolgono tutto. L’odore acre e selvaggio delle impossibili tane dei  camosci. Gli avvoltoi con volo calibrato che assaltano carcasse di cervi morti di stenti per lo scorso inverno. Il passaggio sulle pareti attaccato alle corde e non si vede lo strapiombo,  ci sono le nuvole. Bianche. Le mani doloranti che si attaccano agli speroni e spuntoni di pietra per salire sulla parete rocciosa. Il sudore salato che mi cuoce il viso. Fa caldo lì a ridosso, il sole brucia ma il laghetto alpino laggiù in fondo scintilla come fosse una frittella di ghiaccio. Al Piz Tri 2308m s.l.m  dopo circa 13k di creste la vera e propria Skyrunning termina. Affronto la discesa di 1400 d- e 10k tra mughi e spettacolosi cespugli di azalee viola e rosa e arrivo al traguardo quart’ultimo dopo complessivi 42k di gara.
Oggi scrivo le mie emozioni in una stanza ma mi rendo conto che il cielo  in una stanza non ci stà. È come i sogni. Infinito
Grazie al soccorso alpino e protezione civile per l’assistenza alla caviglia.
Grazie ai due validissimi ragazzi della scopa che mi hanno fatto compagnia nel percorso Sky tenendomi d’occhio nei passaggi più impegnativi
E adesso testa puntata alla 80k della Trans d’Havet e al vertikal Red Bull...e intanto la TDS si avvicina.

Grazie a chi crede in noi