Pista del Villaggio del Ragazzo -ripristino-

Oggi questi due tipini del settore giovanile, Vittoria e Mario Sbarbori, si sono rimboccati le maniche ed hanno messo mano alla nostra pista di Atletica che, dopo appena due mesi di assenza, è praticamente diventata un bosco. Una tagliatina d'erba qui e una soffiata là, hanno ripulito tutto rendendola nuovamente praticabile. Dalle foto pubblicate sotto si può chiaramente vedere come era prima e dopo l'intervento. Adesso aspetta solo di essere calpestata. Un grazie infinito a papà e mamma Sbarbori.

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Trittico dei Maratoneti del Tigullio

Nella speciale classifica del trittico di gare organizzate dai Maratoneti del Tigullio, Flavio ZAPPETTINI si classifica terzo assoluto. Infatti la somma dei tempi della Marcia di Chiavari (47'20'') , della Per..correndo il Centro Storico (21'45'') e  la Marcia dell'Aveto (1h25'02'')  hanno permesso al nostro ZAPPE di salire sul terzo gradino del podio.

Ottime anche le performance di Luca Bratos e Davide Sturlese, rispettivamente sesto e nono .

In classifica anche Marco Gonzi, Raffaele Poto e Gianluca Balossi.

Alè Entella Running




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22^ edizione Marcia Parco dell'Aveto

Alla terza  prova del trittico di gare organizzate dai Maratoneti del Tigullio, presenti ben 15 atleti dell'Entella Running. Numero che ha permesso alla nostra società di di aggiudicarsi il secondo posto nella classifica delle squadre più numerose.

Ottima la prova di Lorenzo Gadaleta, primo di categoria e quinto assoluto con un tempo di 1h19'50''.  Bene anche  Flavio Zappettini, decimo assoluto e secondo di categoria, termina la dura gara in 1h25'02. Subito dietro Luca Bratos, quinto di categoria in 1h26'23''.

Anche le due ragazze del gruppo fanno bene: Tiziana Masi e Gloria Varese, rispettivamente quarta e quinta della loro categoria. 

Presenti anche Davide Sturlese, Marco Gonzi,  Dario Bellazzini, Roberto Alessandrini, Raffaele Poto, Augusto Moggia, Luca Mariani, Elio Paranuzzi, Gianluca Balossi, Cosimo Agostino.  Complimenti a tutti.

Alè Entella Running.

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K3 RED BULL -report di Gian Luca Balossi

28.07.2018...ore 7.55...Susa...mancano 5 min alla partenza della k3 Red BULL...per me una novità...Triplo Vertical in soli 9 km, da 506 mt alla vetta del rocciamelone 3560...
Ore 8.00 partenza mezzoradopo le donne,...450 atleti...bardati come cavalieri..racchette..zaini con acqua...gel..occhiali..berretti...scarpe tassellate...macchine fotografiche...ma la cosa che tutti avevamo..tanta tantissima grinta e lo sguardo rivolto lassù...dopo i primi 2 km in pianura...attraversando  Susa...incontriamo un cartello...- 3000...la gara inizia...i più forti schizzano via....il primo impiegherà 2.06...io perdo di vista i miei compagni di avventura...Willyi e Toso..con un ritmo bello deciso fanno  il vuoto. La salita non da tregua fortunatamente si corre in un boschetto...ma sale...sale..senza respiro...si arriva al cartello - 2000...dopo poco il primo cancello con ristoro annesso...mi fermo..mi idrato...nn mi pongo se sono arrivato in tempo...proseguo..  il percorso ti fa respirare...falso piano corribile...il preludio al Pratone della k3....pendenza media del 45%....al sole..intravedo il 2 cancello...tempo Max 2.30...sono trascorse già 3 ore...desisto arrivo sotto all'ultima rampa...ma nn vado oltre.out of time, mi dirigo al punto di raccolta dove sono predisposte le navette che ci riporteranno a Susa.vedo gli altri 2 moschettieri...loro sono riusciti ad arrivare a quota 2860...ma  un pennarello nero ha negato loro la vetta.....un grazie agli autisti della c.r.i che ci hanno traghettato in fondo valle....aspetto i miei compagni...vedo altri atleti bloccati dal cronometro....ma tutti, come del resto i tre moschettieri dell'entella running...guardiamo con ammirazione alla montagna che ci ha sconfitto...sconfitti con onore...una gara che nn si inventa...nn si improvvisa...molto ben organizzata...il percorso segnato benissimo..nn ha lasciato spazio ad errori..una gara selettiva...dura...ma emozionante...abbiamo provato...un po' da incoscienti e un po' da temerari...ci sentiamo orgogliosi...abbiamo avuto il coraggio di partire...di salire...e salire ancora...i 3 moschettieri..Willy....Toso...Balossi...

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SWINRUN Lago di Brasimone -report di Monica Casella

Domenica 29 luglio 2018.  Ai Laghi Brasimone alle 8.00 del mattino c'è un'arietta fresca e stimolante. Io e Daria Franzetti siamo pronte ad affrontare questa nuova avventura: Swim run Bologna. Una gara famosa per chi conosce la disciplina swimrun, in cui si alterna senza soluzione di continuità nuoto e corsa. Non esistono zone di cambio, si nuota con le scarpe e l'ausilio di palette e pullbuoy e si corre legandoseli in vita.
Ci troviamo di fronte a 30 km di trail di cui 4,5 km saranno di nuoto. 
La gara si svolge a coppie, proprio come la prima famosissima swimrun di Otillo nelle acque gelide  svedesi.
Ci siamo preparate molto, ed è ormai più di un mese che nuotiamo e corriamo legate con un elastico giallo fluorescente.
Dopo un bagnetto ed una corsetta di riscaldamento, siamo ai nastri di partenza.
La prima parte del percorso va via tranquilla, la corsa è saliscendi su strada bianca e i tratti a nuoto non superano i 700 mt. e attraversano il lago Brasimone. 
 Le vere difficoltà le incontriamo nel ritorno dal lago di Suviana. La salita nel bosco è veramente dura e quello che ci pesa inoltre è non poterci portare l'acqua con camelbag come solitamente si fa nei trail: in acqua affonderemmo.  Ci adeguiamo a bere nei ristori ma a gran fatica. Arrivate in cima al monte recupero uno dei gel che ho infilato nel body e non ho perso nel nuoto, ma un sorso d'acqua dietro non ci starebbe male. Finalmente facciamo tappa all'agognato ristoro dove mio figlio Timothy ci fa da supporter oltre che da fotografo e ci dice che siamo la seconda coppia tutta femminile. 
La seconda parte è ancora lunga, ma con meno dislivello e soprattutto dopo esserci rifocillate, la prospettiva inizia a cambiare.
Finalmente dopo un pratone in super discesa, ci aspetta l'ultima parte di nuoto che ci conduce all'arrivo.
L'orologio registra 4h.30min: siamo davvero contente dei piazzamenti, seconda coppia femminile e 16 in graduatoria assoluta, ma soprattutto siamo contente perchè abbiamo strappato le slot per partecipare al Campionato del mondo che quest'anno si svolgerà in Italia a Lignano Sabbiadoro.
Monica Casella
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41° Trofeo della Monferrina -Rocca Grimalda

Poco più di 10 km, gara impegnativa e per niente lineare. Si corre a Rocca Grimalda, basso Piemonte, livello dei partecipanti  di tutto rispetto. Chi meglio di Flavio Zappettini poteva rappresentare l'Atletica Entella Running. E Zappe non delude. Con il tempo di 45'35''  giunge al traguardo in 24^ posizione assoluta, risultando 4° della sua categoria. Complimenti Biondo, sempre più forte.

Alè Entella Running

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Ferriere Trail Festival -report di Stefano Camarda-

Ferriere trail festival. Evento dedicato al trail con gare per tutti: 54 km 3100 D+, 30 km 1560 D+, 20 km 840 D+; competitive oltre a tutte le gare non competitive. 
Il percorso più lungo si snoda principalmente sul territorio del Comune di Ferriere e per alcuni km su quello di S. Stefano d'Aveto. L'atleta si trova a salire su 7 delle principali vette che dividono la Val d'Aveto dalla Val di Nure: monte Ragola, monte Nero, monte Bue, Roncalla, Crociglia, Carevolo monte Albareto. Atleti della nostra squadra presenti: Stefano Camarda sulla 54 km 9h 20' 07", piazzandosi in 19 posizione assoluta, Charlie Sanguineti (3T) sulla 30 km con un tempo da 4h 07' 57" piazzandosi in 12 posizione assoluta, un ottimo risultato, Alessandra Sciacca sulla 20 km che con un tempo di 2h 42' 01" si è piazzata 4° donna andando a sfiorare il podio e Claudio Mucci che ha partecipato alla non competitiva. Gara ben organizzata sia sul percorso che nel villaggio gara, ristoro numerosi e ben posizionati. Complimenti agli organizzatori per la bella giornata di sport.
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Ultra Trail Trans D'Havet - report di Roberto Alessandrini

‘Noi siamo marziani’


Ripenso  alla sottile linea rossa dell’altimetria percorso dell’ultra trail  Trans d’Havet, guardando nello sfondo del finestrino del Frecciarossa, che da Vicenza mi stà riportando a casa, il profilo ormai lontano del Pasubio e le sue splendide ‘piccole Dolomiti’ . Fino a poche ore fa all’alba ero sulle cime di quei monti e vedevo illuminata laggiù al mio cospetto la vasta pianura veneta.


‘Chi ha salito senza palpiti d’amore questo calvario della patria/ chi non sosta con animo purificato su queste rocce gloriose/ non entri in questo rifugio/  né contempli da queste libere altezze/ il mistero dei cieli.’


La notte stordita dai lampi e dal rombo furioso del cielo e la cascata di  grandine mi tormentava le nocche delle mani che stavano impugnando i bastoncini di carbonio. Gli abissi di salite del sentiero erano appena iniziate.


Il generale d’Havet non doveva essere stato uomo molto paziente. I suoi soldati nella prima guerra mondiale del 1915-18 nel giro di 9 mesi avevano scavato e costruito nei costoni verticali  del baluardo difensivo del monte Pasubio, un miracolo di ingegneria di gallerie a fil di cielo. 


L’ultima frazione della gara sotto diluvio universale l’ho discesa su  un lungo singolo tecnico.  Se gli organizzatori avessero previsto tra il materiale obbligatorio anche il kayak sarebbe stato certamente più utile.


Utili le quattro zampe degli animali montanari, loro per raggiungere la famosa cima Coppi farebbero due balzi in sù rispetto a  noi che facciamo invece due scivolate a pelle di leopardo in giù sul percorso a zig zag bagnato quasi verticale di 1000 d+ di ghiaione dolomitico.


Ma sulla cima, come una capra che segna il suo territorio ho fatto la pipì  sulla testa dei camosci che più giù lentamente brucavano. 


Noi trailers possiamo contemplare, vivere la natura in certi aspetti che a tutti gli altri è precluso. 

Noi possiamo salire  da tutte le parti e in maniera rapida, portare il nostro corpo e il nostro cuore al di là della grande fatica e sempre dopo il limite che il corpo subdolamente ci vorrebbe imporre. E in pochi possono farlo. 

Noi non abbiamo traguardi e tempi, corriamo ci arrampichiamo sempre alzando gli occhi. 

Troviamo nei momenti difficili il coraggio per andare mentre gli altri si arrendono. 


Noi non siamo marziani, come potrebbe contrariamente pensare la gente affetta da carenza di sogni. 


‘Genitori piangete/ piangete vostro figlio è morto da eroe/ tra l’aspre cime del monte Cauriol’


‘Alle truppe del monte Pasubio, 

vorrei baciare uno ad uno tutti voi -ufficiali, graduati di truppa, soldati- valorosissimi difensori del monte Pasubio perché tutti sappiate la riconoscenza degli italiani [omissis]con soldati come voi la vittoria ci accompagnerà sempre..’


Questi sono i marziani.  A cento anni da allora. Volati via dalla terra.


Questo è stato il mio Ultra-trail ‘Trans d’Havet’. 83k - 5500 d+

Tempo: 17h32’- 4 di categoria- posizione 196 su 379 partiti - 88 ritirati.


Grazie a chi crede in noi